Biografia Sandro Antonini:
Sandro Antonini, storico.
Il sito di sandro Antonini
Frasi e Aforismi di Sandro Antonini:
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Immagino un Savonarola, un Martin Lutero, immagino le loro prediche roboanti; immagino gli anatemi scagliati da papi al colmo dell’esaltazione. Non posso non dissentire. La mia ammirazione va invece a chi ha scelto la via del deserto per andarsene in silenzio e in mezzo al silenzio. Così non si avvelena la vita altrui e si termina lontano e al riparo di tutti gli sguardi d’avvelenare la propria.
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Sono prigioniero del mio corpo, segno innegabile che il pensiero è un tutt’uno con la fisiologia.
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Ai giardini pubblici un discreto uditorio ascoltava un uomo dall’aria furba dissertare sulla bontà della confessione. A suo dire – e in via del tutto teorica, s’intende – non esisteva nulla di così appagante come liberarsi dei propri peccati con un semplice gesto. La sua voce stentorea ancor più del tono m’infastidiva distogliendomi dalla lettura. Seneca, nella sua lungimiranza, avrebbe detto che quell’uomo stava perdendo il suo tempo. E noi che gli stavamo accanto il nostro, aggiungo.
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E’ del modernismo la seguente affermazione: “La natura non basta più, bisogna agire con dei correttivi”. Altrimenti, risponderei io, si rischia di essere soffocati dalle foreste.
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“Egli ha l’istinto di un filosofo”, mi disse un giorno M., parlando di un comune conoscente. Ma un filosofo non ha istinto, ha concezioni. E’ vero che nel corso degli anni riesce a cambiarne con facilità: sta appunto qui il segreto della sua arte.
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Mi sono svegliato alle cinque, stamattina, dopo aver capitolato su un sogno.
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Follia è immaginare il nostro corpo come una corazza, quando il più piccolo dei dubbi riesce a trapassarlo ad ogni istante.
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Quand’ero un ragazzo, ascoltavo la domenica in chiesa le parole del prete, pronunciate con enfasi studiata davanti ad una platea attenta. Mi stupiva l’idea che qualcuno vegliasse su di me per salvarmi. Da chi e da che cosa, stava lì il mistero. Ancor più mi stupiva che il prete enumerasse dei supplizi, per poterli celebrare in nome della sua divinità, che allora sentivo anche mia. Aspirava alla catastrofe come ultima soluzione, ma non si dava pace perché questa non era ancora sopraggiunta.
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Leggo che, dopo un lungo processo che ha implicato temperature inimmaginabili e densità catastrofiche, comporrebbero la materia, noi compresi, soltanto due particelle puntiformi: il quark e l’elettrone. E dire che c’eravamo così tanto illusi! Con fatica siamo passati – non so se indenni – nella complessità; anzi, l’abbiamo cercata a tutti i costi e oggi, dopo innumerabili affanni, essa stessa ci sta riconsegnando all’essenziale.
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Perché Adamo è fuggito dal paradiso se quel luogo, come ci dicono, era la perfezione? Appunto perché la perfezione non attrae abbastanza...
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