Penso freddamente all'inverno e calorosamente al sole. Parlo rapidamente della velocità e lentamente della quiete. Vago tra le tombe cercando la morte e resto immobile nella vita che scorre. Sono sordo alle cretinate altrui e rido delle mie. Mi interrogo su ciò che non so sapendo esattamente chi me lo chiede.
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Il piccolo principe sedette su una pietra e alzò gli occhi verso il cielo: "Mi domando" disse "se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua".
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Nuotiamo verso la luna, arrampichiamoci attraverso la marea, penetriamo la sera mentre la città dorme per nascondersi.
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Ho steso parole ad asciugare, anche senza sole ne vento. Sono tutte quelle che non ti ho mai detto. Appese con mollette con lanima di legno ci sono quelle dimenticate mentre cadeva la linea. Ci sono quelle che ho trattenuto perché mi imbarazzavano. Quelle che avevo scritto e non ho mai spedito. Sto centrifugando quelle che vorrei dirti. Saranno stropicciate, lo so, ma non aspetterò questa volta. No, non aspetterò che perdano il loro principio attivo. Ci saranno errori. Qualcuna inciamperà da come è giovane. Poi le metto con quelle asciugate e ne faccio un cocktail. Magari per S. Valentino. Magari domani, lo so, non resisto.
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Stasera voglio addormentarmi accucciato. Accarezzarmi la fronte come fossi mio padre. Tenermi le mani strette come fossi un’amante. Sgusciare da un sogno a un altro sogno, e respirare, forte, il mio odore.
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Ho il nome di una donna tatuato nelle pareti del mio cuore; il sapore del mio sangue sa di lei, la mia anima sa di lei...io so di lei e niente e nessuno riuscirà a cambiare questo... neanche la morte... le mie ceneri sapranno di lei all'infinito...
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... nascosto in piena vista al centro del corso addobbato a festa, l'uomo senza tempo se ne stava li a suonare il suo strumento fatto con le vite degli altri. La sua anonima melodia è solo da cornice per quel fanciullo che vive mostrando il suo aquilone, ridendo del nostro affanno e mostrandoci quanto il poco sia la vera ricchezza...
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Sono triste. Come una nota distorta in apnea. Sono felice. Come il sorriso di un bambino che devo incontrare.
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Mi trovavo a metà strada attraverso l’America, alla linea divisoria fra l’est della mia giovinezza e l’ovest del mio futuro.
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Ci sono albe che non tramontano, che rimangono ferme. Tiepide. Come il cuore di un pettirosso colpito da un solo pallino di piombo di un fucile distratto. Come la vita, come la morte, come quella cosa che è in mezzo. La più difficile. Sopravvivere.
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