Chi sinceramente diffida della religione deve coltivare il pensiero in modo rigorosamente onesto. Questo esercizio ha molto in comune con la fede e la religione vera.
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Sono un ateo. Non sono neutrale rispetto alla religione, le sono ostile. Penso che essa sia un male, non solo una falsità. E non mi riferisco solo alla religione organizzata, ma al pensiero religioso in sé e per sé.
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Un laico sente le acquisizioni del Cristianesimo dentro la laicità.
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L'idea di una religione universale (coltivata in laboratorio dagli scienziati) non esiste.
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Il problema religioso non è semplice: non è questione nè di convinzione intellettuale nè di filosofia, e tanto meno di fede; si tratta invece di una esperienza interiore. Paolo ad esempio non fu convertito da un impegno intellettuale o filosofico, e neppure dalla fede nel cristianesimo, ma dalla forza della sua esperienza interiore immediata.
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...il Dio di Abramo viene al nostro letto -non il Dio dei filosofi- ci prende per mano e ci guida in un mondo che non avremmo mai potuto prevedere.
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La religione, al contrario della scienza, impedisce di ragionare.
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La religione non è nata dall'esigenza di assicurare solidarietà sociale, come le cattedrali non sono nate per incrementare il turismo.
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Se non si suicida l'ateo non ha diritto di ritenersi lucido.
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Le creature sante sono visibili testimoni del mondo invisibile.
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