Con la guancia appoggiata sul braccio, gli occhi chiusi, ascolto, irretito, le ondate di seduzione della tua musica. Il riverbero che evocano in quello che provo. Un susseguirsi delle spirali di suoni sui sentieri della mia melanconia. Lenti e morbidi, distinti eppure sommessi. Come gocce rare di pioggia che fanno fremere le foglie bagnate con l'acuta tensione del piacere nell'appassirsi della luce nella lenta agonia del crepuscolo.