Poesia di Rolando Attanasio su Caso Casuale Casualità
Poesia su Caso Casuale Casualità di Rolando Attanasio
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Poesia Marisa Ascione di Rolando Attanasio (Caso Casuale Casualità)
E poi ... giocavamo come bambini ed eravamo bambini e poi ... ci incontravamo d'estate anche più di un mese l'anno
Le tue sorelle, tua madre e tuo padre ... il paese di montagna ... sembrava tutto perfetto e giusto e forse lo era ...
E poi ... le lucciole e le sere d'estate, il sorriso e i giochi acerbi la donna celata nella bambina che eri ...
Amica mia chi l'avrebbe mai detto che saresti morta così giovane ... in un ospedale partorendo ...
Se i tuoi giochi si fossero prolungati e non fosse arrivato l'autunno della tua età e subito l'inverno poi a strapparti la vita, la cosa più preziosa che possediamo veramente... allora saresti ancora viva e non solo nel ricordo di noi ma anche negli sguardi e in tutti gli abbracci che non potremmo avere da te !
Questo è atroce e ingiusto oppure questo semplicemente è in alcuni il disegno della propria vita ... molto breve come un lampo
Se fossimo rimasti in quel giardino spensierato a giocare a nascondino sotto l'ombra delle viti ... fermi là nel tempo senza fretta ...
Allora saresti ancora con noi a sorridere come usavi fare ... non posso dimenticarti amica piccina che da quell'infanzia proietti ancora raggi sul nostro presente duro, adulto ... che sembra anche normale ...
e proprio per questo ancora più grigio ora! ancora più atroce, duro ... ingiusto ancora ...